ACCHIAPPA CORONA

Sapete tutti cos’è un “acchiappasogni”?

Nelle tribù indiane e americane, il nostro cosiddetto “acchiappasogni” veniva posto fuori dalle tende come segnale per informare i visitatori del villaggio, o comunque i “residenti”, riguardo alla professione praticata in modo eccellente da chi abitava nella tenda (es. uomo di medicina, guerriero, cacciatore, ecc.). Ogni oggetto era diverso nei colori, nelle piume e per la disposizione delle “perline” all’interno della trama di fili, tutti elementi variabili a seconda della professione che esso doveva rappresentare.

Dopo l’invasione delle Americhe, l’acchiappasogni fu interpretato, nella cultura occidentale, come un oggetto che serviva ad allontanare sogni molesti o che comunque non aiutavano la crescita spirituale del possessore e si dice che venisse donato alla nascita ad ogni bambino, che lo conservava per tutta la vita.

Un giorno mentre osservavo l’acchiappasogni sul letto di mia figlia mi è venuta un’idea e l’ho proposta come attività di arte/tecnologia ai miei alunni delle classi 3^ e 4^.

Il lavoro consisteva nella realizzazione di questo simpatico oggetto con i materiali reperibili in casa e/o giardino.

Sono nati così dei simpatici “acchiappa corona” che i nostri bambini hanno appeso alle porte delle loro case a modi di scudo protettivo.

Ecco le loro opere…

3^ primaria Intimiano

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4^ primaria Intimiano

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Maestra Maria 

LA LEGGENDA DEL PESCE D’APRILE

Una leggenda popolare narra che Dio terminò la creazione del mondo proprio il 1° aprile. Finita l’opera se ne andò in cielo lasciando gli uomini soli.Essi erano tutti un pò storditi e non sapevano cosa fare. Alcuni si misero allora a cercare l cibo per sfamarsi e un posto dove passare la notte. Altri, meno intelligenti e più preoccupati, invece di rendersi utili cominciarono ad ostacolarli.

“Questa pianta è troppo brutta, non può essere buona da mangiare!” dicevano gli sciocchi gettando via una bella carota.”Questo posto è troppo buio!” dicevano i paurosi impedendo agli uomini intelligenti di entrare in una grotta calda ed accogliente.

Stanchi di essere ostacolati, gli uomini intelligenti ebbero un’idea: inviarono gli uomini sciocchi a cercare una pianta buonissima chiamata “Succulenza” che cresceva nel punto esatto dove tramonta il sole. Gli sciocchi partirono alla ricerca di questa pianta inesistente seguendo il cammino del sole senza sospettare di essere stati presi in giro. Da allora i furbi il 1° aprile sono soliti fare scherzi ai creduloni mandandoli in giro per tutto il giorno a cercare  cose inutili o introvabili!

foto pesce

Mani in pasta ;)

Ciao a tutti,

in questi giorni tanto pesanti e difficili ognuno di noi si improvvisa giardiniere, pasticciere, filosofo, ingegnere ecc… io oggi pomeriggio, con la collaborazione dei miei bambini, mi sono improvvisata fornaia e devo dire che non mi è venuto nemmeno tanto male…ho pensato quindi di condividere con voi questa simpatica esperienza e la ricetta del mio pane :)

INGREDIENTI:

300 gr di farina “00″, 200 gr di farina integrale, 30 gr di olio, 1 bustina di lievito di birra,

1 cucchiaino di zucchero, sale q.b., acqua

LAVORAZIONE:

Unire e setacciare le farine e il lievito in una scodella abbastanza capiente, fare al centro una fontanella e versare un po’ d’ acqua, amalgamare il tutto, unire un cucchiaino di zucchero, sale e una parte dell’olio…mescola mescola…rovesciare l’impasto sul tagliere e inglobare l’olio rimasto, “massaggiare” e in fine fare una palla di pasta che metteremo a riposare nella nostra scodella per la lievitazione.

Come tante mamme, nel frattempo che la pasta lievitava, ho fatto mille altre cose in casa quindi credo che, occhio e croce, l’avrò lasciata riposare al calduccio sotto una coperta di pile per circa 4 ore perché l’ho infornato stasera…

Ho preparato dei paninetti, una piccola treccia e una specie di ciabattina :) che ho posizionato sulla leccarda del forno rivestita di carta forno.

COTTURA:

In forno statico a 180° per 15 / 20 min.

Vi assicuro che non l’avrei mai detto ma il mio pane è super morbido all’interno e croccante all’esterno ;) ecco il risultato….

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by Maria

#andratuttobene

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Un bell’arcobaleno abbiam disegnato
e a tutti i nostri alunni abbiamo pensato;
ognuno di loro è nei nostri cuori
perché per noi son preziosi tesori.
Un grande scrittore abbiam scomodato
per farci spiegare cos’è capitato,
forza e coraggio non avere paura
#andratuttobene ne sono sicura.

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Roberto Piumini considerato il più autorevole scrittore per ragazzi in Italia, l’erede di Gianni Rodari. Il14 marzo ha compiuto 73 anni. A lui si è rivolto la struttura sanitaria Humanitas San Pio x di Milano, per chiedergli di parlare di coronavirus ai bambini, in modo rigoroso, ma senza anisa e paura, attraverso le rime. Ecco la sua filastrocca

Che cos’è che in aria vola?

C’è qualcosa che non so?

Come mai non si va a scuola?

Ora ne parliamo un po’.

Virus porta la corona,

ma di certo non è un re,

e nemmeno una persona:

ma allora, che cos’è?

È un tipaccio piccolino,

così piccolo che proprio,

per vederlo da vicino,

devi avere il microscopio.

È un tipetto velenoso,

che mai fermo se ne sta:

invadente e dispettoso,

vuol andarsene qua e là.

È invisibile e leggero

e, pericolosamente,

microscopico guerriero,

vuole entrare nella gente.

Ma la gente siamo noi,

io, te, e tutte le persone:

ma io posso, e anche tu puoi,

lasciar fuori quel briccone.

Se ti scappa uno starnuto,

starnutisci nel tuo braccio:

stoppa il volo di quel bruto:

tu lo fai, e anch’io lo faccio.

Quando esci, appena torni,

va’ a lavare le tue mani:

ogni volta, tutti i giorni,

non solo oggi, anche domani.

Lava con acqua e sapone,

lava a lungo, e con cura,

e così, se c’è, il birbone

va giù con la sciacquatura.

Non toccare, con le dita,

la tua bocca, il naso, gli occhi:

non che sia cosa proibita,

però è meglio che non tocchi.

Quando incontri della gente,

rimanete un po’ lontani:

si può stare allegramente

senza stringersi le mani.

Baci e abbracci? Non li dare:

finché è in giro quel tipaccio,

è prudente rimandare

ogni bacio e ogni abbraccio.

C’è qualcuno mascherato,

ma non è per Carnevale,

e non è un bandito armato

che ti vuol fare del male.

È una maschera gentile

per filtrare il suo respiro:

perché quel tipaccio vile

se ne vada meno in giro.

E fin quando quel tipaccio

se ne va, dannoso, in giro,

caro amico, sai che faccio?

io in casa mi ritiro.

È un’idea straordinaria,

dato che è chiusa la scuola,

fino a che, fuori, nell’aria,

quel tipaccio gira e vola.

E gli amici, e i parenti?

Anche in casa, stando fermo,

tu li vedi e li senti:

state insieme sullo schermo.

Chi si vuole bene, può

mantenere una distanza:

baci e abbracci adesso no,

ma parole in abbondanza.

Le parole sono doni,

sono semi da mandare,

perché sono semi buoni,

a chi noi vogliamo amare.

Io, tu, e tutta la gente,

con prudenza e attenzione,

batteremo certamente

l’antipatico birbone.

E magari, quando avremo

superato questa prova,

tutti insieme impareremo

una vita saggia e nuova.

#andràtuttobene

Nonno-e-nipote-”Nonno… nonno! sul mio libro di storia c’è scritto che nel marzo 2020 c’è stata una pandemia! Ma cosa è accaduto?”
-”E’ accaduto che dalla Cina è arrivato fino a noi un terribile virus influenzale mai studiato prima…”
-”E poi?”
-”Ci siamo tutti messi in quarantena, nessuno poteva muoversi da casa se non per comprare i viveri al supermercato.
E’ accaduto da un momento all’altro, il giorno prima eravamo tutti insieme… amici, parenti, poi la mattina del 9 marzo ci siamo ritrovati con la vita capovolta.”
-”E poi cosa è accaduto?”
-”Siamo rimasti tanto tempo col solo contatto via internet, sai per fortuna esistevano i telefoni e i computer. La gente si è responsabilizzata, abbiamo inquinato meno, abbiamo in parte riscoperto delle cose che non pensavamo di saper fare.
Alla fine venne la bella stagione, e il primo pensiero fu quello di uscire per incontrare tutti. Il mondo si era fermato per noi, però un aspetto positivo c’è stato: abbiamo capito il valore delle cose proprio perché ci sono state tolte.
E credimi nipote, che il caffé che ho bevuto quando il bar ha riaperto, sebbene fosse stato fatto con lo stesso chicco di prima, era buonissimo.
-”Perché?”
-”Perché aveva il sapore di un paese che ce l’aveva fatta.” ❤